BATTERIA CHIAPPA Caposaldo Punta Chiappa
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La Batteria di Punta Chiappa è il complesso difensivo della 202ª Batteria costiera del Regio Esercito, costruito verso la fine degli anni trenta sul versante occidentale della penisola di Portofino concepita come sistema antinave a protezione del levante del golfo di Genova. Poiché il capoluogo ligure non era classificato come piazza marittima la batteria non era gestita dalla Regia Marina ma dal Regio Esercito. (Maggiori informazioni sulla batteria le trovate su wikipedia QUI).

Il primo manufatto che si incontra, dopo una agevole camminata sul sentiero che parte dal paesino di San Rocco è una garitta corazzata in calcestruzzo mimetizzata con del pietrame.

Proseguendo la visita, si supera una piazzola che ospitava un’arma contraerea

Giunti in prossimità dei primi bunker si sorpassa quello che era il corpo di guardia e che oggi ospita il centro visite della batteria (purtroppo chiuso durante la nostra visita)

Quindi si giunge ai primi due bunker, quelli della stazione di direzione di tiro. Il bunker posto più in alto ospitava al suo interno il telemetro (uno dei due della batteria).

 Sul tetto del secondo bunker si vede quello che, secondo alcune fonti, era il basamento di un radar tedesco.

La vista (qui verso Camogli e Recco) che si gode dalla batteria è splendida.

Proseguendo la visita si giunge presso una delle tre postazioni per i cannoni da 152/45 che armavano la batteria (con gittata di circa 20 km). Dopo l’8 settembre la batteria fu occupata dai tedeschi che provvidero a corazzare le postazioni (che prima erano all’aperto).

Ogni postazione comprendeva anche una parte in caverna, meno sviluppato di quello che siamo abituati a vedere nelle opere del Vallo Alpino, con uno sviluppo a “U”.

Il primo corridoio porta ad un deposito (munizioni?) il cui rivestimento, in una parte, è crollato.

Il secondo braccio porta ad un piccolo locale anch’esso rivestito e, dopo una biforcazione, all’ingresso della postazione.

Da notare, all’interno della postazione corazzata i camini del sistema di ventilazione per lo sfogo dei gas che si sprigionavano dopo il tiro del pezzo.

Scritta “storica” a pochi giorni dal fatidico 8 settembre.

Continuiamo la visita ed ecco una delle altre postazioni per cannone (da notare che la postazione risultava chiusa in quanto il cannone era protetto da una piastra frontale).

 

Le postazioni risultano molto simili tra di loro.

Superate le postazioni dei cannoni si sorpassa l’ingresso del deposito munizioni (notare l’ingresso a “T” che proteggeva il deposito da eventuali esplosioni esterne e proteggeva l’esterno da un’esplosione accidentale interna “dividendo” l’onda d’urto)

Poco oltre si arriva all’infermeria della batteria (da notare il corridoio sulla destra che isolava l’edificio dalla parete rocciosa creando una vera e propria camera d’aria e che si ritrova uguale su molte casermette del Vallo Alpino)

Poco oltre c’è la casermetta che ospitava il comando della batteria (il tetto è crollato e, da quanto ci ha detto una guida, si spera possa essere presto oggetto di un restauro)

Sull’ingresso dell’edifico che ospitava i dormitori (erano un centinaio i posti letto) si intravede ancora la scritta con il nome della batteria

Qui vi propongo un bel video 3D dedicato alla batteria.

In conclusione quella di Punta Chiappa è un’opera che si presta ad essere visitata in sicurezza e con facilità. Oltre all’interesse che le strutture, quasi tutte in ottimo stato, rivestono per chi è appassionato di fortificazioni militari l’ambiente naturale e il panorama stupendo che si godono dal sito della batteria rendono davvero indimenticabile la visita a quest’opera.