BATTERIA “LA COURT” Caposaldo "Gran Croce"
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Batteria corazzata realizzata secondo le nuove concezioni costruttive di inizio novecento, costituiva, insieme all’opera gemella “Batteria Paradiso” (oggi scomparsa in seguito ai lavori di costruzione della diga), la fortificazione più importante della piazza del Moncenisio, sostituendo i vecchi forti ottocenteschi ormai vetusti e privi ormai di reale efficacia militare.

Costruita tra il 1905 e il 1910 era, come la gemella batteria Paradiso, una batteria corazzata costituita da un blocco di calcestruzzo alla prova parallepipoidale su due piani; al piano terra erano siti i locali tecnici e gli alloggi della truppa di stanza al presidio. Al piano superiore, raggiungibile tramite 2 scale poste alle due estremità del corridoio del primo piano, vi erano le riservette e le scale a chiocciola che conducevano ai pozzi dei cannoni.

L’opera era armata con quattro cannoni da 149/35A posizionati in pozzo di tipo “Grillo”. Tali cannoni erano protetti da una spessa cupola di acciaio ed erano dotati di un meccanismo a scomparsa che permetteva di ricaricare le armi al chiuso, facendo fuoriuscire i cannoni solo nel momento della sparo.

La Batteria La Court (denominata nel frattempo 513esima batteria della Guardia alla Frontiera) fu impiegata con successo durante l’avanzata italiana del Giugno 1940, cannoneggiando pesantemente le postazioni francesi e il Forte de la Turra.

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 l’opera fu occupata dai tedeschi, che la abbandoneranno solo alla fine della guerra facendola fatta brillare per evitare che venisse conquistata dalle truppe alleate e, da allora, restano solo più i ruderi, ancora visibili.

In seguito agli accordi del Trattato di pace di Parigi del 1947 l’opera passò in territorio francese, nonostante le distruzioni ancora oggi se ne distingue senza fatica la struttura.


Pianta dell’opera (tratta da Wikipedia)

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