Forte Pramand Caposaldo autonomo Pramand
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La batteria del Pramand fu l’ultimo forte ad essere stato costruito nella conca di Bardonecchia (entrò in funzione nel 1905) e, grazie a ciò, aveva in dotazione alcuni accorgimenti innovativi migliori rispetto agli altri forti della zona di più vecchia costruzione (Forte Bramafam e Forte Föens). Inoltre era ed è reggiungibile coi mezzi motorizzati tramite la Strada militare Fenil – Pramand – Föens – Jafferau che lo collegava al fondovalle ed agli altri forti della conca.

Il forte venne edificato sulla somma del monte Pramand, a picco sopra Pont Ventoux (comune di Salbertrand), e constava di un edificio in conglomerato di cemento a forma rettangolare e con volta ricoperta da reticolati (quindi con forma simile ai forti Paradiso e La Court al Moncenisio). L’edificio era a 2 piani, col piano superiore leggermente più piccolo di quello inferiore: questo era circondato da una galleria lungo tutto il lato protetto sulle quale si aprivano i locali “tecnici” quali magazzini, vani per gruppo elettrogeno e accumulatori, riserva di carburante. Nella parte centrale del piano terra vi erano le cucine, il deposito viveri e 3 camerate. Al piano superiore, di dimensioni inferiori rispetto a quello sottostante, vi era un corridoio parallelo al fronte di gola sul quale si aprivano le riservette per i 4 cannoni ed i pozzi in cui vi erano i pezzi di artiglieria. Al forte erano impiegati, come dotazione normale, 180 uomini.

I cannoni di forte Montecchio, simili a quelli del Pramand

A differenza dei forti della zona, durante la prima guerra mondiale i cannoni del Pramand non vennero asportati per essere utilizzati sul Fronte Orientale ma rimasero pronti per un eventuale utilizzo. Il forte era dotato di 4 cannoni tipo 149/35 A. non Montagna e montati a pozzo nei 4 buchi appositamente siti sul tetto della costruzione. I cannoni erano protetti da una cupola di acciaio spessa oltre 15 cm che poggiava su sfere che le permettevano una rotazione di 360° per battere la Valle della Dora di Cesana e la conca di Bardonecchia.

La polveriera del forte, posta in posizione arretrata e più protetta rispetto al forte, era collegata allo stesso tramite un corridoio sotterraneo di circa 150 m. di lunghezza lungo il quale vi era una rotaia per il trasporto rapido dei proiettili. La polveriera, posta sotto i locali di spolettamento e caricamento dei proiettili al fondo della galleria, constava di 3 locali interrati in cui vi era il magazzino per la balistite e la polvere nera per la fabbricazione dei proiettili.

Arrivando dalla strada militare vi era, nei pressi del primo tornante della strada che arriva dal Colletto Pramand (2087 m s.l.m.), la postazione semi-permanente che, posta sullo spuntone roccioso a strapiombo sopra Pont Ventoux, poteva essere armata con altri 4 cannoni 149/35 Mod. 1901 che, normalmente, erano posti nei magazzini del forte. Alla sinistra delle piazzole vi era l’osservatorio del forte, in una postazione strategica in quanto molto mimetizzata con le rocce e la vegetazione circostante e raggiungibile tramite un sentiero in parte scavato in trincea.

Nell’ambito della riorganizzazione delle opere fortificate, con la nascita del Vallo Alpino, l’opera prese il nome di 514ª Batteria G.a.F. del Pramand.

(da Wikipedia)

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