La lezione della Prima Guerra Mondiale

La lezione della Prima Guerra Mondiale

Come certamente saprete il 24 Maggio 1915 l’Italia entra nella Prima Guerra Mondiale.

Meno conosciuto è che il primo atto di ostilità contro l’Austria Ungheria fu un colpo di cannone sparato dal forte Verena contro le omologhe fortificazioni austriache poste al di là del confine (che passava all’incirca sull’attuale linea che delimita le province di Vicenza e Trento).

La cosiddetta “guerra dei forti” coinvolse tutte le opere situate in questo scacchiere e si protrasse fino alla Strafexpedition del 1916 quando i principali forti, compreso il forte Verena, passarono sotto il controllo austriaco.

E’ interessante notare come tutti gli accorgimenti sviluppati prima della guerra per resistere ai calibri sempre maggiori delle artiglierie si rivelarono nella maggior parte dei casi inutili, ne sono testimonianze le rovine dei diversi forti, oggi tutti in territorio italiano, che furono letteralmente smantellati dai colpi ricevuti.

Opera in caverna del forte austriaco “Belvedere”

Dall’esperienza di questi combattimenti si trassero numerosi insegnamenti: da una parte ci si rese conto come la concezione tradizionale delle fortificazioni, seppur potenziata nella difesa con nuovi materiali quali il calcestruzzo e le cupole corazzate, fosse ormai definitivamente superata (questo portò all’abbandono o al declassamento della maggior parte delle opere fino ad allora costruite); dall’altra continuò il processo di “interramento” delle opere fortificatorie.

Alcuni forti austriaci, in particolare il Forte Belvedere, avevano infatti iniziato il processo che avrebbe portato alla creazione di opere interamente in caverna, presentando soluzioni ibride che avrebbero mostrato, alla prova del fuoco, la loro maggiore efficacia rispetto alle fortificazioni tradizionali.

Questo processo sarebbe culminato due decenni dopo con la costruzione del Vallo Alpino e dei suoi manufatti quasi tutti “in caverna”.

maggio 24, 2018 / by / in

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